Internazionalizzazione d’impresa: la situazione italiana

L’economia italiana è in ripresa, sostenuta da un leggero recupero dei consumi e investimenti: dal Rapporto Ice 2016-2017, i dati del commercio estero italiano relativi al primo trimestre del 2017 risultano migliori del previsto e migliori anche rispetto allo stesso periodo del 2016, con una crescita stimata per l’intero 2017 vicina all’1%.

Negli ultimi anni il grado di apertura esterna dell’economia italiana, ridotto dall’impatto della grande crisi iniziata nel 2008, è tornato ad aumentare, nonostante l’espansione italiana risulti ancora inferiore alla media dell’Eurozona e il divario da colmare per tornare ai livelli di attività degli anni precedenti alla crisi resti ancora ampio, con una crescita che è inferiore al potenziale.

Nel 2016 i saldi commerciali italiani sono migliorati con quasi tutte le principali aree: le esportazioni sono cresciute soprattutto verso l’Unione Europea (3,1%) gli Stati Uniti (2,6%), la Cina (6,4%) e il Giappone (9,6%).

La distanza continua a influire notevolmente sulla geografia delle esportazioni italiane, causa la diversa incidenza sugli scambi bilaterali dei costi di trasporto e di varie barriere per accedere ai mercati più lontani.

Il forte saldo positivo dell’industria manifatturiera è rimasto sostanzialmente invariato nel 2016 e i peggioramenti registrati nei derivati del petrolio, nell’industria meccanica e negli autoveicoli sono stati compensati dai miglioramenti nei prodotti alimentari, nella chimica, nella metallurgia e negli altri mezzi di trasporto.

I settori più dinamici, come valore delle esportazioni nel 2016, sono stati la farmaceutica (6,8%), i mezzi di trasporto (5,4%) e l’agro-alimentare (4%), mentre sono scese, in termini di volume, le esportazioni di tutti gli altri principali settori di specializzazione dell’Italia, inclusi la meccanica, il sistema-moda e i prodotti per l’arredamento.

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