La formazione continua quale chiave di sviluppo economico e sociale

Negli ultimi anni si va sempre più configurando in tutti i Paesi europei come vera e propria emergenza il fenomeno dei NEET-Not (engaged) in Education, Employment and Training: un’indagine sociologica realizzata dall’ISFOL su un campione di 1014 giovani, nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, ha rilevato come 715 di questi si trovassero in condizione di inattività.

Per riuscire a rendere l’Europa un sistema economico e sociale integrato in grado di coniugare competitività ed equità sociale è centrale il ruolo delle attività e dei percorsi di educazione e formazione che i singoli stati membri saranno in grado di varare, sulla base delle raccomandazioni dell’Agenda 2020.

La strategia Europa 2020 pone lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze quale premessa per la crescita economica e dell'occupazione, al fine di migliorare l'ingresso e la progressione nel mercato del lavoro, facilitare le transizioni tra le fasi lavorative e di apprendimento, promuovere la mobilità geografica e professionale.

I cittadini europei dovranno essere messi in condizione di raggiungere livelli di istruzione e formazione mediamente più elevati di quelli attuali, essere coinvolti in percorsi formativi professionalizzanti, e non, lungo l’arco della vita, allo scopo di poter aspirare e svolgere lavori tipici di una economia avanzata e di una piena realizzazione della cittadinanza attiva.

In tale prospettiva si afferma inoltre l’esigenza di costruire un sistema di riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze che permetta all’individuo di poter valorizzare e spendere le proprie competenze acquisite in un determinato contesto geografico, nel mercato europeo del lavoro e nei sistemi di istruzione e formazione

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